Quali sono gli inquinanti, le loro fonti e come si misurano a Ferrara?
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A FerrAria trovi un video che ti mostra l’andamento degli inquinanti in Pianura Padana, elaborati a partire di immagini satellitari (vedi sotto). In questo video, a modo di esempio, sono elaborati due dati, il PM10 e l’Ozono. Entrambi i dati sono elaborati su base oraria per una settimana. Mentre il PM10 è misurato durante una settimana invernale, 8 febbraio – 14 febbraio 2021, l’ozono è analizzato per una settimana estiva, 26 luglio – 1° agosto 2021. Di fatto, mentre il PM10 ha un impatto maggiore durante l’inverno, l’Ozono ha un impatto maggiore durante periodi di caldo intenso.
I dati alla base dei video** sono dati elaborati a partire da informazioni fornite dal Servizio di monitoraggio dell’atmosfera del programma Copernicus (Copernicus Atmosphere Monitoring Service-CAMS)*.
Il PM?? è una miscela di particelle solide e liquide sospese nell’aria, con un diametro inferiore a 10 micrometri. Se di tipo naturale, il PM?? è tipicamente emesso da erosione del suolo, vulcani, incendi boschivi, pollini. Mentre il PM?? di tipo antropogenico è tipicamente emesso da attività industrie, riscaldamento, traffico veicolare, processi di combustione in generale. L’impatto sulla salute umana del PM?? è principalmente su malattie cardio respiratorie e altre problematiche respiratorie quali bronchiti corniche e aggravamento dell’asma. Per il particolato PM?? il parametro considerato è la media giornaliera ed il valore limite è fissato in 50 µg/m3.
L’ozono O3 è un gas serra e inquinante di tipo secondario, cioè prodotto da reazioni chimiche di altri inquinanti quali Ossidi di azoto (NO?) e Composti Organici Volatili (VOC) in presenza di luce solare. Anche il Metano (CH?) reagisce con il monossido di carbonio per produrre O? . Il CH? in particolare ha una lunga durata nell’atmosfera e quindi svolge un ruolo significativo nella generazione di O?. Il dato qui mostrato si riferisce all’Ozono Troposferico, presente cioè nella Troposfera che è lo strato di atmosfera terrestre che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre, di spessore variabile a seconda della latitudine, ma con un range che va da 8 km (ai poli) fino a 16-20 km all’equatore. La concentrazione di Ozono è strettamente legata alle alte temperature e al forte irraggiamento solare; quindi, anche noto come “smog estivo”. Le alte concentrazioni di O? colpiscono principalmente l’apparato respiratorio, e provocano irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. Per l’ozono il parametro considerato è il massimo orario e la soglia di informazione è fissata in 180 µg/m3.
I dati alla base dei video sono dati elaborati a partire da informazioni fornite dal Servizio di monitoraggio dell’atmosfera del programma Copernicus (Copernicus Atmosphere Monitoring Service-CAMS), il programma di osservazione della terra gestito dalla Agenzia Spaziale Europea (ESA). In particolare, la banca dati utilizzata è quella delle “Previsioni europee sulla qualità dell’aria” (European air quality forecasts). Questo set di dati fornisce analisi e previsioni giornaliere sulla qualità dell’aria per tutto il territorio Europa, e non solo. Il servizio CAMS produce analisi e previsioni giornaliere specifiche sulla qualità dell’aria per unità territoriali di dimensioni di circa 10 km. Il che significa che è disponibile un dato rilevato ogni 10 km.
Il dato finale viene elaborato sulla base di diversi modelli di elaborazione della qualità dell’aria. Inoltre, viene fornito anche un dato mediato tra i diversi modelli. L’analisi combina i dati della modellazione con le osservazioni fornite dall’Agenzia europea dell’ambiente (European Environment Agency-EEA) in un set di dati completo e coerente, utilizzando varie tecniche di assimilazione dei dati a seconda del sistema di previsione della qualità dell’aria utilizzato. Parallelamente, le previsioni sulla qualità dell’aria vengono prodotte una volta al giorno per i successivi quattro giorni. Oltre al dato istantaneo, è quindi disponibile anche un dato previsionale.
Sia l’analisi che la previsione sono disponibili a intervalli di tempo orari a sette livelli di altezza a partire dal suolo e cioè a 50, 250, 500, 1000, 2000, 3000 e 5000 metri. Qui abbiamo usato un dato modellato a 50 metri dal suolo.
Il monossido di azoto (NO), il biossido di azoto (NO2), il biossido di zolfo (SO2), l’ozono (O3), il PM2.5 e il PM10 sono regolarmente convalidati rispetto alle osservazioni in situ.
** I dati nel video sono stati ri-campionati, per un maggiore dettaglio, scalando il dato per coprire una unità territoriale più piccola. Si passa da circa 10 km a 1 km di unità territoriale attraverso un algoritmo di interpolazione geo-spazializzato. Poiché il dato interpolato a 1 km necessita di una validazione robusta, al momento non disponibile, l’utilizzo raccomandato è principalmente visivo e non adatto a fornire misurazioni puntuali. L’obiettivo è quello di fornire una panoramica generale sulle dinamiche relative allo schema di distribuzione e movimento dei dati forniti.
Riferimenti
Tramite una serie di cartografie con dati relativi alla qualità dell’aria, la mobilità, il verde, la densità demografica, e tanto altro per capire meglio il metabolismo urbano di Ferrara!